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L’INFLUENZA DELLE FORME EUROPEE NELL’OPERA DI AGUSTIN BARRIOS MANGORÈ

DA VINCI PUBLISHING:

Agustin Barrios Mangoré: Al Estilo Antiguo

Il progetto è il punto culminante di un lavoro di ricerca iniziato come tesi presso il Conservatorio “Canepa” di Sassari: l’influenza delle forme europee nell’Opera di Agustin Barrios. Alcune opere della ricca produzione di Agustin Barrios sono state scelte per l’analisi: nonostante le loro grandi differenze, tutte condividevano un esplicito riferimento a una forma (o un compositore) della tradizione europea. Per quanto possa sembrare arbitraria, questa selezione si rivela una via interessante per accedere alla complessa personalità e all’impegno artistico di Barrios e questo CD è il compagno di quella ricerca.
  • Preludio in C Minor
  • Preludio in A Minor
  • Estudio in G Minor
  • Estudio de Concierto No. 2
  • Mazurka Apasionada
  • Valses, Op. 8: No. 3 in D Minor, Vals
  • Medallón Antiguo
  • Minueto in C Major
  • Confesión
  • Gavota al Estilo Antiguo
  • La Catedral: I. Preludio Saudade
  • La Catedral: II. Andande Religioso
  • La Catedral: III. Alegro Solemne
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L’enigmatica figura di Agustin Pio Barrios (1885-1944) ha da alcuni decenni catturato l’attenzione del mondo chitarristico, a livello globale. Dopo una carriera che ha alternato fasi di grandissimi successi a momenti di stagnazione e addirittura dure critiche, ed un quasi totale oblio dopo la scomparsa, sembra che Barrios abbia finalmente trovato il meritato luogo nella storia della chi- tarra. Incisioni discografiche, edizioni e studi testimoniano ormai quanto la musica del virtuoso paraguayano sia diventata parte stabile e importante del moderno repertorio. In presenza del suo genio ci si può interrogare (e alcuni studiosi lo hanno fatto) sui motivi che hanno portato una delle menti più brillanti, e tra le mani più notevoli, che la chitarra abbia mai avuto, ad una carriera tutto sommato limitata, in anni in cui l’attività di Segovia apriva per la chitarra praterie da conquistare. Le risposte sono probabilmente da trovare nella personalità di Barrios e, come alcuni suggeriscono, proprio nella rivoluzione che Segovia stava conducendo, rivoluzione che avrebbe portato il collega paraguayano ad essere marginale e obsoleto. Al di là delle rivalità personali, è certo che il cambio di estetica che si impose anche in Sudamerica con l’arrivo di Segovia (ma già anticipato dagli altri chitarristi di formazione spagnola che trovarono soprattutto in Argentina un ambiente favorevolis- simo), obbligò Barrios ad un tipo di attività non in linea con i tempi, fino alla provocazione della svolta identitaria che ebbe nelle piume e nei costumi di scena il suo aspetto più superficiale, ed in alcune fortunatissime composizioni la sua natura più profonda. Fino a qui, la nota storia di una figura che fino a poco fa era considerata marginale e bizzarra. Uno studio appena più approfondito ci rivela di più. In primo luogo, ci ricorda gli enormi successi concertistici di un artista che conquistò l’intera America Latina (e mancò la conquista dell’Europa per i motivi culturali accennati ma anche per sfortunate contingenze). Ci rivela inoltre la lungimiranza con cui Barrios guardò alla nascente industria discografica, primo chitarrista a farlo con continuità e dedizione. Soprattutto, ci mostra un artista a tutto tondo, di grande cultura e raffinato intelletto. Scopriamo un Barrios pittore, poeta, persino teosofo. Ma, cosa più importante, ci obbliga a guardare alle sue musiche, ormai ampiamente disponibili, con occhio diverso. Molto in questo campo è ancora da fare e pochi sono gli studi che meritoriamente cercano di penetrare l’attività creativa di Barrios. Compito di questo lavoro è prendere in considerazione l’influenza che ha avuto la musica colta europea nell’attività compositiva di Barrios. Lo si farà esaminando un gruppo ristretto di composizioni che sono altamente rappresentative di questa fonte di ispirazione compositiva. La ricerca parte dalla consapevolezza che è certamente l’aspetto folcloristico quello che di Barrios è più universalmente noto: non si può negare che nel campo della reinterpretazione di generi popolari (o della trascrizione di melodie e danze del patrimonio folklorico) Barrios abbia raggiunto ragguardevoli livelli compositivi e abbia mostrato un interesse per la propria identità decisamente in anticipo sui tempi. Questa grande influenza ha sovente messo in ombra la grande preparazione musicale di Barrios, deducibile anche semplicemente da precisi dati biografici. Per quanto nel caso di una figura così ricca e complessa non si possa ragionare per compartimenti stagni e isolare un momento creativo dall’altro, si è deciso di limitare l’indagine a quelle composizioni che esplicitamente (o per via di un titolo afferente ad una forma europea, o per la presenza di riferimenti chiari ed inequivocabili) si richiamano alla tradizione della musica colta occidentale. Questo consistente gruppo di brani rivela un Barrios che si appropria in modo quasi osmotico dei repertori con cui veniva di volta in volta a contatto, rielaborandoli creativamente. Sono pertanto composizioni estremamente utili per lo studioso che volesse tracciare una mappa dell’estetica di Barrios ed estrarne un ritratto musicale a tutto tondo, restando consapevoli che si tratti solo di un tassello della sua complessa personalità creativa.
Proprio perché, come accennato, alcune influenze trovano riscontro in ciò che conosciamo della sua formazione e della sua carriera, si è ritenuto opportuno partire da un breve profilo biografico che ponga l’accento proprio su questi aspetti. Successivamente, si analizzerà l’attività di Barrios come arrangiatore e come trascrittore. La ragione di questa disamina risiede nell’importanza che ha avu- to questa pratica nello sviluppo dell’estetica di Barrios e nella presa di coscienza dell’importanza di sviluppare il proprio linguaggio compositivo. Le trascrizioni sono per Barrios una “palestra” in cui affinare gli strumenti che utilizzerà nelle proprie creazioni. La prassi compositiva sarà oggetto della successiva analisi, per inquadrare la produzione almeno in termini generali. Centro della pre- sente trattazione sarà l’analisi del repertorio di Barrios che si richiama esplicitamente alle forme e ai generi europei, di diverse epoche. Le composizioni prese in esame saranno divise per “sfere di influenza” e se ne coglieranno alcuni tratti che permettono di risalire ad un diretto antecedente e di delineare una chiara matrice del processo compositivo. Va chiarito fin d’ora che lo scopo di questa trattazione non è quello di indicare modelli di cui Barrios si sia certamente servito (nella maggior parte dei casi non si può andare oltre la congettura), bensì di offrire esempi che fanno parte di un repertorio la cui natura è genialmente reinterpretata dall’autore nel suo comporre. Si spera con ciò di contribuire ad illuminare un aspetto della figura di Barrios che non può essere considerato secondario

 

Agustin Barrios Mangoré: Al Estilo Antiguo